CENNI
STORICI
Originariamente il comune ha avuto varie denominazioni, infatti
nel 1011 era detto "Castrum Edolini", poi "Castellum de Lino
e Castrum Lini" nei sec. XV XVI "Castellina", nel 1640 "Castellino
del Lino" e finalmente nel secolo XVIII Castellino. Nel 1861
sorse la necessità di aggiungere un altro nome per distinguerlo
dai vari Castellino esistenti e da Castellino Tanaro (Cuneo),
per cui nel 1863 il comune fu autorizzato a chiamarsi Castellino
del Biferno.I primi documenti storici relativi a Castellino
risalgono all'epoca Normanna, quando il feudo era possesso
del ducato di Montagano. Nel periodo svevo invece, era pertinente
alla Contea di Molise. Le famiglie feudali succedutesi nella
dominazione del feudo, i cui membri si fregiavano a volte
del titolo di "Duca di Castellino", oltre di quello di Conte
furono : De Cusenza (1269-1295) con Enrico Isernia (1295-1330)
con Andrea I, Andrea II Luparia (1330-1440 ?) con Filippo
D'Evoli (1440 ?- 1465) con Antonio, Andrea che ne fu privato.
Gambatesa (1488-1495) con Angelo (Conte di Campobasso) e Cola
Di Capua (1495-1500 ?) con Andrea (Duca di Termoli) e Ferrante
Di Somma ( 1500 ?-1575) con Antonio, Scipione I, Nicolò e
Scipione II Caracciolo (1575- ?) con Beatrice Piscicelli (
?-1580) con Francesco ed Alfonso Di Somma (1580-1628) con
Scipione Pinas (1628-1629) con Francesco Di Sandro (1629-1640)
con Scipione (Duca di Casacalenda) D'Alessandro (1640-1745)
con Giambattista, Andrea I, Andrea II, Luigia Francesca consorte
di G. Zunica Zunica (1745-1770) con Orazio Di Sangro (1770-1806)
con Scipione. Castellino è sempre stata terra del Contado
di Molise nel 1799 fu compreso nel Dipartimento del Sangro
e nel Cantone di Campobasso, nel 1807 venne inserita nel Distretto
di Campobasso e con la riforma del 1811 passò a far parte
di Montagano.
FESTE E SAGRE
Il 16 gennaio la vigilia di S. Antonio Abate ,viene cotta
e distribuita "la ricciata" (granone e grano messammollo due
tre giorni prima ) a tutti i devoti. Il Gesù Meri " é cott"
"a recciat" (Gesù Maria é cotta la ricciata ? ) corre di porta
in porta ed i ragazzi in modo particolare ne fanno delle vere
e proprie scorpacciate. Gli anziani si soffermano intorno
al grosso caldaio recitando varie orazioni al Santo, inginocchiati
e con la mano destra poggiata a terra. Dopo si degusterà la
ricciata con un po' di sale e olio novello affondando la mano
nella "spasetta" di ferrobianco. Tale data segna anche l'inizio
del carnevale ed ha radici molto profonde. Il martedì grasso
e mercoledì delle ceneri si festeggia un Carnevale tutto allegro
che accompagnato da suoni e canti arriva in piazza a cavallo
ad un asino, sul tardi comincia ad avvertire dei forti dolori
addominali e gli viene fatto un clistere con una rudimentale
macchina da vigneto. Non dando buon esito il clistere si ricorre
all'intervento chirurgico con attrezzi rudimentali. Spaccata
la grossa zucca che funge da pancia ne escono fuori annoglie,
pelle di capretto, cotiche, salsicce... alla fine i fagioli
e il baccalà che hanno causato il malore. Con i conforti della
quaresima il carnevale festeggia ballando la buona riuscita
dell'intervento,(la quaresima è vestita di nero e molto magra).
Il giorno dopo il carnevale morto viene accompagnato per le
vie del paese dalla marcia funebre (a suo tempo era la rinomata
banda castellinese ad eseguirla ) e dal pianto dei parenti.
Non manca la schiera dei diavoli con tanto di forche e la
croce obliqua stracarica di cipolle, aglio e peperoncino...
Finito il giro del paese il pupazzo viene impiccato in piazza
e poco dopo incendiato sul rogo al suono sempre della marcia
funebre, (vi sono canti, detti, grida che sono stati raccolti
a parte). Il 19 Marzo festa di S.Giuseppe si degustano 19
portate la carne è esclusa.La manifestazione richiama ancora
oggi numerosi paesani e forestieri. Dopo la processione mattutina,
il vecchio, la vecchia e l'angelo si recano alla tavolata
e dopo la recita di alcune preghiere, picchiano con la forchetta
nel piatto per dare il via alle varie portate. Durante le
feste Pasquali e più precisamente, nella settimana santa c'è
un gran da fare per le casalinghe che preparano "pigne" e
"fiadoni" e dolci tradizionali. All imbrunire del venerdì
santo la folla dei fedeli si reca al calvario portando le
statue del Cristo morto ricoperto di viole e primule e dell'Addolorata.
La croce viene portato da uno degli apostoli che hanno partecipato
alla lavanda dei piedi del giovedì Santo, (il calvario è stato
costruito nel 1862 dagli scalpellini castellinesi - in pietra
grigia - ed è veramente molto bello ed artistico). Il lunedì
in Albis vede tanta gente recarsi al calvario con la fiaschetta,
i dolci ed al suono delle "tritacche" e delle raganelle si
festeggia il Cristo risorto. Il Lunedì di Pentecoste viene
festeggiata la B.V. delle Grazie alla quale è dedicata la
trecentesca cappella che domina il paese. Alle undici la processione
dalla Chiesa madre si reca alla Cappella ove poco dopo vi
sarà la benedizione degli animali e delle varie offerte che
poi verranno vendute all'asta nel tardo pomeriggio. Vanno
ricordati i numerosi canestri ricolmi di biscotti e pastarelle,
i boccioni incravattati dai biscotti, la croce di canna verde
carica di funghi "gallinacci" e fragolette di bosco. Quella
della B.V. delle Grazie è senza dubbio la festa più grande
anche per i castellinesi emigrati oltre che per i numerosi
forestieri devoti che per la processione sono sempre numerosi.
Il dodici di giugno a sera prima del giorno della festa di
S.Antonio di Padova, il piccolo paese cambia volto. Numerosi
sono i grossi fuochi che chiudono la tredicina in onore del
Santo. In grossi caldai vengono cotte le "sagnitelle" condite
con il sugo "bugiardo" per poi essere distribuite gratuitamente
a tutti. Poi prende vita il pizzicantò (da tre anni vi è proprio
una sagra a lui dedicata) ovvero la piramide umana formata
da tredici persone le quali al canto del pizzicantò percorrono
le vie del paese per recarsi poi a casa del comitato festa
'u debbetate', per rimediare la bevuta, sempre che lungo la
strada non 'si fa la "botta" e cioè che la piramide cade.
Il pizzicantò è senza dubbio la tradizione popolare più sentita,
oltre che la più antica. Il 24 Giugno per i festeggiamenti
di S.Giovanni Battista la sera tutti i bambini castellinesi
in costume (di vari tipi oltre che a quello locale) seguono
l'agnello che viene portato a spalla con grida festose ed
allegre, (la si potrebbe definire la festa dei ragazzi). Ultima
Domenica di giugno : I castellinesi invadono il pianoro di
"Castellino Nuovo" per festeggiare il "Cuore SS. di Gesù.
A sera dopo le funzioni religiose, processione e fuochi artificiali.
Si possono degustare vari arrosti oltre che la magnifica aria
di bosco. 16 Luglio - Festa dei Mietitori B.V. del Carmelo
: Durante la processione delle undici sfilano i mietitori
con i covoni portati "ni Chevelle" da asini e muli (Castellino
non annovera carri). Non manca il canestro che contiene la
"spasa" ricolma di canneroni sugo rosso "casciaove" che sarà
il premio per tutti a fine sfilata, (una volta si faceva la
gara a chi finiva prima di mangiare i canneroni forti di peperoncino
con le mani legate sulla schiena, 1'ultima risale al 1956)
(molte volte è stata riproposta la tresca del grano nella
maniera tradizionale). Il 1 Agosto ricorrono i festeggiamenti
per il Santo Patrono, per questa festività in onore di San
Pietro in Vinculis, oltre alle funzioni religiose mattutine,
(va ricordato l'inno antico "Oh Sancti Coeli Ciaviger") vi
sono varie gare popolari tra cui la cuscagna, la corsa degli
asini, la corsa nei sacchi, la sagliocca ecc. ... Ad Agosto
da vari anni il rientro dei numerosi emigrati ha fatto generare
varie accoglienze ed iniziative di carattere culturale e ricreativo.
Campionato di calcio, gara podistica, premio di poesia dialettale,
mostra fotografica e di oggetti dell'artigianato locale. Serata
Folklorica, serata musica classica, serata musica leggera
serata dedicata ai ragazzi. Tutto ciò contribuisce a rendere
più piacevole il soggiorno dei vari turisti perché che stazionano
in paese un minimo di venti giorni e sono sempre più di trecento.
Sport e tempo libero Castellino dispone di un campo da tennis
privato che richiama le attenzioni di tutti gli sportivi.
Castellino dista Km.24 da Campobasso e Km.75 da Isernia