CASTELLINO
SUL BIFERNO

Provincia CB
C.A.P. 86020
Altezza s.l.m. 453
Superficie kmq 15
Abitanti 719
Santo Patrono S. Pietro in Vincoli
Data del S. Patrono 01 Agosto

CENNI STORICI
Originariamente il comune ha avuto varie denominazioni, infatti nel 1011 era detto "Castrum Edolini", poi "Castellum de Lino e Castrum Lini" nei sec. XV XVI "Castellina", nel 1640 "Castellino del Lino" e finalmente nel secolo XVIII Castellino. Nel 1861 sorse la necessità di aggiungere un altro nome per distinguerlo dai vari Castellino esistenti e da Castellino Tanaro (Cuneo), per cui nel 1863 il comune fu autorizzato a chiamarsi Castellino del Biferno.I primi documenti storici relativi a Castellino risalgono all'epoca Normanna, quando il feudo era possesso del ducato di Montagano. Nel periodo svevo invece, era pertinente alla Contea di Molise. Le famiglie feudali succedutesi nella dominazione del feudo, i cui membri si fregiavano a volte del titolo di "Duca di Castellino", oltre di quello di Conte furono : De Cusenza (1269-1295) con Enrico Isernia (1295-1330) con Andrea I, Andrea II Luparia (1330-1440 ?) con Filippo D'Evoli (1440 ?- 1465) con Antonio, Andrea che ne fu privato. Gambatesa (1488-1495) con Angelo (Conte di Campobasso) e Cola Di Capua (1495-1500 ?) con Andrea (Duca di Termoli) e Ferrante Di Somma ( 1500 ?-1575) con Antonio, Scipione I, Nicolò e Scipione II Caracciolo (1575- ?) con Beatrice Piscicelli ( ?-1580) con Francesco ed Alfonso Di Somma (1580-1628) con Scipione Pinas (1628-1629) con Francesco Di Sandro (1629-1640) con Scipione (Duca di Casacalenda) D'Alessandro (1640-1745) con Giambattista, Andrea I, Andrea II, Luigia Francesca consorte di G. Zunica Zunica (1745-1770) con Orazio Di Sangro (1770-1806) con Scipione. Castellino è sempre stata terra del Contado di Molise nel 1799 fu compreso nel Dipartimento del Sangro e nel Cantone di Campobasso, nel 1807 venne inserita nel Distretto di Campobasso e con la riforma del 1811 passò a far parte di Montagano.
FESTE E SAGRE

Il 16 gennaio la vigilia di S. Antonio Abate ,viene cotta e distribuita "la ricciata" (granone e grano messammollo due tre giorni prima ) a tutti i devoti. Il Gesù Meri " é cott" "a recciat" (Gesù Maria é cotta la ricciata ? ) corre di porta in porta ed i ragazzi in modo particolare ne fanno delle vere e proprie scorpacciate. Gli anziani si soffermano intorno al grosso caldaio recitando varie orazioni al Santo, inginocchiati e con la mano destra poggiata a terra. Dopo si degusterà la ricciata con un po' di sale e olio novello affondando la mano nella "spasetta" di ferrobianco. Tale data segna anche l'inizio del carnevale ed ha radici molto profonde. Il martedì grasso e mercoledì delle ceneri si festeggia un Carnevale tutto allegro che accompagnato da suoni e canti arriva in piazza a cavallo ad un asino, sul tardi comincia ad avvertire dei forti dolori addominali e gli viene fatto un clistere con una rudimentale macchina da vigneto. Non dando buon esito il clistere si ricorre all'intervento chirurgico con attrezzi rudimentali. Spaccata la grossa zucca che funge da pancia ne escono fuori annoglie, pelle di capretto, cotiche, salsicce... alla fine i fagioli e il baccalà che hanno causato il malore. Con i conforti della quaresima il carnevale festeggia ballando la buona riuscita dell'intervento,(la quaresima è vestita di nero e molto magra). Il giorno dopo il carnevale morto viene accompagnato per le vie del paese dalla marcia funebre (a suo tempo era la rinomata banda castellinese ad eseguirla ) e dal pianto dei parenti. Non manca la schiera dei diavoli con tanto di forche e la croce obliqua stracarica di cipolle, aglio e peperoncino... Finito il giro del paese il pupazzo viene impiccato in piazza e poco dopo incendiato sul rogo al suono sempre della marcia funebre, (vi sono canti, detti, grida che sono stati raccolti a parte). Il 19 Marzo festa di S.Giuseppe si degustano 19 portate la carne è esclusa.La manifestazione richiama ancora oggi numerosi paesani e forestieri. Dopo la processione mattutina, il vecchio, la vecchia e l'angelo si recano alla tavolata e dopo la recita di alcune preghiere, picchiano con la forchetta nel piatto per dare il via alle varie portate. Durante le feste Pasquali e più precisamente, nella settimana santa c'è un gran da fare per le casalinghe che preparano "pigne" e "fiadoni" e dolci tradizionali. All imbrunire del venerdì santo la folla dei fedeli si reca al calvario portando le statue del Cristo morto ricoperto di viole e primule e dell'Addolorata. La croce viene portato da uno degli apostoli che hanno partecipato alla lavanda dei piedi del giovedì Santo, (il calvario è stato costruito nel 1862 dagli scalpellini castellinesi - in pietra grigia - ed è veramente molto bello ed artistico). Il lunedì in Albis vede tanta gente recarsi al calvario con la fiaschetta, i dolci ed al suono delle "tritacche" e delle raganelle si festeggia il Cristo risorto. Il Lunedì di Pentecoste viene festeggiata la B.V. delle Grazie alla quale è dedicata la trecentesca cappella che domina il paese. Alle undici la processione dalla Chiesa madre si reca alla Cappella ove poco dopo vi sarà la benedizione degli animali e delle varie offerte che poi verranno vendute all'asta nel tardo pomeriggio. Vanno ricordati i numerosi canestri ricolmi di biscotti e pastarelle, i boccioni incravattati dai biscotti, la croce di canna verde carica di funghi "gallinacci" e fragolette di bosco. Quella della B.V. delle Grazie è senza dubbio la festa più grande anche per i castellinesi emigrati oltre che per i numerosi forestieri devoti che per la processione sono sempre numerosi. Il dodici di giugno a sera prima del giorno della festa di S.Antonio di Padova, il piccolo paese cambia volto. Numerosi sono i grossi fuochi che chiudono la tredicina in onore del Santo. In grossi caldai vengono cotte le "sagnitelle" condite con il sugo "bugiardo" per poi essere distribuite gratuitamente a tutti. Poi prende vita il pizzicantò (da tre anni vi è proprio una sagra a lui dedicata) ovvero la piramide umana formata da tredici persone le quali al canto del pizzicantò percorrono le vie del paese per recarsi poi a casa del comitato festa 'u debbetate', per rimediare la bevuta, sempre che lungo la strada non 'si fa la "botta" e cioè che la piramide cade. Il pizzicantò è senza dubbio la tradizione popolare più sentita, oltre che la più antica. Il 24 Giugno per i festeggiamenti di S.Giovanni Battista la sera tutti i bambini castellinesi in costume (di vari tipi oltre che a quello locale) seguono l'agnello che viene portato a spalla con grida festose ed allegre, (la si potrebbe definire la festa dei ragazzi). Ultima Domenica di giugno : I castellinesi invadono il pianoro di "Castellino Nuovo" per festeggiare il "Cuore SS. di Gesù. A sera dopo le funzioni religiose, processione e fuochi artificiali. Si possono degustare vari arrosti oltre che la magnifica aria di bosco. 16 Luglio - Festa dei Mietitori B.V. del Carmelo : Durante la processione delle undici sfilano i mietitori con i covoni portati "ni Chevelle" da asini e muli (Castellino non annovera carri). Non manca il canestro che contiene la "spasa" ricolma di canneroni sugo rosso "casciaove" che sarà il premio per tutti a fine sfilata, (una volta si faceva la gara a chi finiva prima di mangiare i canneroni forti di peperoncino con le mani legate sulla schiena, 1'ultima risale al 1956) (molte volte è stata riproposta la tresca del grano nella maniera tradizionale). Il 1 Agosto ricorrono i festeggiamenti per il Santo Patrono, per questa festività in onore di San Pietro in Vinculis, oltre alle funzioni religiose mattutine, (va ricordato l'inno antico "Oh Sancti Coeli Ciaviger") vi sono varie gare popolari tra cui la cuscagna, la corsa degli asini, la corsa nei sacchi, la sagliocca ecc. ... Ad Agosto da vari anni il rientro dei numerosi emigrati ha fatto generare varie accoglienze ed iniziative di carattere culturale e ricreativo. Campionato di calcio, gara podistica, premio di poesia dialettale, mostra fotografica e di oggetti dell'artigianato locale. Serata Folklorica, serata musica classica, serata musica leggera serata dedicata ai ragazzi. Tutto ciò contribuisce a rendere più piacevole il soggiorno dei vari turisti perché che stazionano in paese un minimo di venti giorni e sono sempre più di trecento. Sport e tempo libero Castellino dispone di un campo da tennis privato che richiama le attenzioni di tutti gli sportivi. Castellino dista Km.24 da Campobasso e Km.75 da Isernia

(Foto, notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise e da notizie di redazione)

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