CENNI
STORICI
Lungo la statale 17, attraversando il territorio comunale
di Campochiaro, si costeggia una delle più interessanti aree
di sepoltura rilevate nel Molise. In un comprensorio esteso
vari ettari, sussistono siti utilizzati per le inumazioni,
coprendo un arco di tempo che va dal VII secolo a.c. all'VIII
d.c.. Particolarmente interessante è la località Vicenne,
dove sono tornate alla luce tombe con cavalieri probabilmente
Bulgari, accanto ai quali giacciono, oltre ad armi e vario
corredo tombale, i propri cavalli. Si tratta con estrema probabilità
dei cavalieri bulgari di Altzecone che il re Longobardo Grimoaldo
inviò nel 668 al figlio, il Duca di Benevento Romualdo. Quest'ultimo
destinò i guerrieri, e le famiglie al seguito, nei territori
compresi tra le attuali Sepino ed Isernia. In questo nasceva
il Gastaldato di Boiano. La storia di Campochiaro ha comunque
radici più profonde. L'attraversamento del territorio da parte
del tratturo Pescaserroli-Candela, sul quale si innestavano
la via che valicava il Matese ed altri tronchi da tratturo
che conducevano alle zone costiere, causò in logo un concentramneto
di popolazioni italiche. Fu frequentata all'età del ferro
la località Civitella dove intorno al IV secolo fu elevato
un imponente santuario in onore di Ercole. Poco distante da
Civitella restano le strutture di una fortificazione sannitica
in località "Tre torrette" (III secolo a.c.). In epoca medievale
si nota la presenza della famiglia D'Aquino, al tempo degli
Svevi, ad essa subentrava nel 1268 Giovanni D'Alneto. Agli
inizi del XIV secolo era titolare del feudo Riccardo di Gambatesa
avvicendato dai Caraccioli nel XV secolo apparivano i Pandone
e dal XVIII secolo sino all'epoca dell'abolizione della feudalità,
i Mormile.
Il santuario dedicato ad Ercole sorge su di un altura, si
tratta di un complesso di edifici, originati intorno nel IV
secolo a.c., in un luogo che aveva già conosciuto l'umanità
nell'età del ferro. Raggiunse la completezza nel II secolo
a.c. con la costruzione del tempio. Tra le varie strutture
tornate alla luce meritano menzione un edificio di terrazzamento,
cerniera tra i diversi livelli del terreno, una piccola costruzione
rettangolare della quale è ancora ignota la funzione alle
spalle del tempio, ciò che rimane delle tracce di un porticato
e le stesse strutture sacre. Il tutto era recindato da un
muro in opera poligonale che copriva totalmente circa 500
m di estensione, interrotto solo dai due ingressi. Dei due
è stato riportato alla luce solo quello occidentale, mentre
si pensa che il secondo, quello principale, si apriva ad est
lungo il tratto di muro travolto da una frana. La porta occidentale,
tipica opera "quadrata" era larga circa 4 metri e lunga 6.40.
Del tempio, attualmente protetto da una tettoia, è riconoscibile
tutto il perimetro, evidenziato dai blocchi, la divisione
interna in cella e pronao. Il centro storico è una splendida
miniatura del mondo medievale, è a forma di pentagono e presenta
la cinta muraria ancora nelle sue linee direttrici, perfettamente
riconoscibile. E' difesa da ben nove torri. In luogo del maniero,
sull'apice del colle, rimane una torre circolare. Al centro
dell'abitato sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta,
restaurata per l'ultima volta nel XX secolo. All'interno di
quest'ultima di notevole importanza è una statua dell'Assunta
realizzata da Paolo Di Zinno.
FESTE E SAGRE