CAMPOCHIARO

Provincia CB
C.A.P. 86020
Altezza s.l.m. 731
Superficie kmq 35
Abitanti 662
Santo Patrono S. Marco
Data del S. Patrono 25 Aprile

CENNI STORICI
Lungo la statale 17, attraversando il territorio comunale di Campochiaro, si costeggia una delle più interessanti aree di sepoltura rilevate nel Molise. In un comprensorio esteso vari ettari, sussistono siti utilizzati per le inumazioni, coprendo un arco di tempo che va dal VII secolo a.c. all'VIII d.c.. Particolarmente interessante è la località Vicenne, dove sono tornate alla luce tombe con cavalieri probabilmente Bulgari, accanto ai quali giacciono, oltre ad armi e vario corredo tombale, i propri cavalli. Si tratta con estrema probabilità dei cavalieri bulgari di Altzecone che il re Longobardo Grimoaldo inviò nel 668 al figlio, il Duca di Benevento Romualdo. Quest'ultimo destinò i guerrieri, e le famiglie al seguito, nei territori compresi tra le attuali Sepino ed Isernia. In questo nasceva il Gastaldato di Boiano. La storia di Campochiaro ha comunque radici più profonde. L'attraversamento del territorio da parte del tratturo Pescaserroli-Candela, sul quale si innestavano la via che valicava il Matese ed altri tronchi da tratturo che conducevano alle zone costiere, causò in logo un concentramneto di popolazioni italiche. Fu frequentata all'età del ferro la località Civitella dove intorno al IV secolo fu elevato un imponente santuario in onore di Ercole. Poco distante da Civitella restano le strutture di una fortificazione sannitica in località "Tre torrette" (III secolo a.c.). In epoca medievale si nota la presenza della famiglia D'Aquino, al tempo degli Svevi, ad essa subentrava nel 1268 Giovanni D'Alneto. Agli inizi del XIV secolo era titolare del feudo Riccardo di Gambatesa avvicendato dai Caraccioli nel XV secolo apparivano i Pandone e dal XVIII secolo sino all'epoca dell'abolizione della feudalità, i Mormile.

Il santuario dedicato ad Ercole sorge su di un altura, si tratta di un complesso di edifici, originati intorno nel IV secolo a.c., in un luogo che aveva già conosciuto l'umanità nell'età del ferro. Raggiunse la completezza nel II secolo a.c. con la costruzione del tempio. Tra le varie strutture tornate alla luce meritano menzione un edificio di terrazzamento, cerniera tra i diversi livelli del terreno, una piccola costruzione rettangolare della quale è ancora ignota la funzione alle spalle del tempio, ciò che rimane delle tracce di un porticato e le stesse strutture sacre. Il tutto era recindato da un muro in opera poligonale che copriva totalmente circa 500 m di estensione, interrotto solo dai due ingressi. Dei due è stato riportato alla luce solo quello occidentale, mentre si pensa che il secondo, quello principale, si apriva ad est lungo il tratto di muro travolto da una frana. La porta occidentale, tipica opera "quadrata" era larga circa 4 metri e lunga 6.40. Del tempio, attualmente protetto da una tettoia, è riconoscibile tutto il perimetro, evidenziato dai blocchi, la divisione interna in cella e pronao. Il centro storico è una splendida miniatura del mondo medievale, è a forma di pentagono e presenta la cinta muraria ancora nelle sue linee direttrici, perfettamente riconoscibile. E' difesa da ben nove torri. In luogo del maniero, sull'apice del colle, rimane una torre circolare. Al centro dell'abitato sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, restaurata per l'ultima volta nel XX secolo. All'interno di quest'ultima di notevole importanza è una statua dell'Assunta realizzata da Paolo Di Zinno.
FESTE E SAGRE

(Foto, notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise e da notizie di redazione)

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