CENNI
STORICI
Fonti storiche fanno risalire la sua edificazione a non prima
del secolo XIII. Il suo nome, infatti, non si riscontra nelle
bolle pontificie di Papa Lucio III del 1891 e di Innocenzo
III del 1254 relative alla Diocesi di Larino, ne' nella sentenza
del 1175 del Metropolitano di Benevento. Sono i registri della
cancelleria Angioina ad attestare l'esistenza del paese, nel
1273, permettendo anche di conoscere il nome del suo primo
feudatario: Guglielmo D'Anglona. Il toponimo latino a cui
si fa risalire il nome originario e' Collis Tortus, nonostante
compaia nei testi storici un Colle Forte che rimanderebbe
alla posizione strategica occupata. Radicata e ' la convinzione,
non sostenuta da documenti storici, che il paese venne fondato
a seguito di un forte terremoto che distrusse gli antichi
casali, tra cui, il piu' importante quello di Laureto, dove
oggi e' situata la Cappella di Santa Maria di Loreto. Il nucleo
originario Campo dei Fiori si ando' sviluppando attorno alla
chiesa, alla torre e il suo castello, secondo il tipico impianto
medioevale a ventaglio, caratterizzato da viuzze strette e
tortuose, tanto anguste da consentire appena il passaggio
delle persone. Alle pendici del colle Crocella, distaccato
dal borgo medioevale, su un preesistente conventino venne
edificato il Monastero con la adiacente chiesa. Grazie a questo
intervento cominciarono a sorgere le prime case determinando
una nuova direttrice di espansione. Agli inizi dell'800 i
due borghi, la Terra ed il Colle, vennero collegati dall'attuale
Corso Vittorio Emanuele che finisce per determinare l'impianto
urbano del paese.
La Chiesa Parrocchiale, intitolata a San Giovanni Battista,
patrono del paese, venne costruita nel 1730 nell'area occupata
dalla vecchia chiesa non piu' adeguata. Dell'antico edificio
l'unico corpo superstite e' il campanile che pure e' stato
ricostruito nella parte terminale in seguito alla sua distruzione
dovuta ad un fulmine e ne costituisce l'ingresso generando
una facciata alquanto particolare. L'interno e ad una navata
con 8 altari laterali in cui sono conservate tra l'altro due
statue lignee raffiguranti San Giovanni Battista e San Giuseppe
opere di Giacomo Colombo, artista della scuola napoletana
vissuto tra il 1679 ed il 1705. Pur se di autore ignoto, collocabile
intorno al '600, di notevole interesse artistico e' un dipinto
su legno raffigurante la Madonna della Purita' recentemente
restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed ambientali
del Molise. Degna di nota, infine, una pala di Paolo Gamba
del 1751 che rappresenta la Sacra Famiglia circondata da puttini
mentre in basso le anime del purgatorio ascendono, aiutate
dagli angeli. La Torre Angioina probabilmente venne edificata
su un impianto normanno durante il regno di Giovanna I d'Angio'
(1343-1382) in un punto di osservazione strategico allo scopo
di difendere tutta la zona dagli assalti dei nemici. La Torre,
la cui origine angioina risulta chiaramente dalla forma cilindrica
e dal coronamento dei beccatelli in sommita', sovrasta e definisce
il nucleo medioevale. Sviluppa la sua altezza (circa 25 m.)
su piu' livelli, due dei quali, a pianta quadrata, nettamente
divisi dagli altri sovrastanti. Questi ultimi (uno a pianta
quadrata, due a pianta circolare) conducono al terrazzo dal
quale e' possibile ammirare tutto l'agro olivetato e l'ampia
vallata del Fortore con in fondo il Gargano. Sul terrazzo
una rosa dei venti indica ai visitatori i punti cardinali
e li orienta sulla posizione dei paesi vicini. Nel corso dei
secoli la Torre passa da padrone a padrone fino a diventare
di proprieta' della famiglia D'Antini che la dona al comune
nel 1959. All'esterno cingono la costruzione i ruderi dell'antico
castello sulla cui area sorse poi il settecentesco palazzo
Marchesale dei Rota, molto piu' ampio, con due ingressi su
due diversi piani stradali. Il Monastero costituito da una
chiesa e da un convento, occupa l'area in cui in epoca medioevale
era collocato un conventino dei Carmelitani, soppresso al
tempo di Innocenzo X (1644-1655). La chiesa intitolata a Sant'Alfonso
dei Liguori venne costruita nel 1730, grazie all'impegno economico
del marchese Bartolomeo Rota che fece ampliare anche l'edificio
ammesso, in modo da potervi ospitare 42 francescani. Dopo
varie vicende, nel 1822, il convento fu adibito a Monastero
delle Suore della Congregazione del SS. Redentore dette Liguorine,
da Sant'Alfonso dei Liguori, fondatore dell'ordine. Ad esse
seguirono le Stimmatine ed infine le Immacolatine che nel
1959 vi istituirono l'istituto Magistrale, oggi chiuso. Nel
refettorio e' possibile ammirare una serie di affreschi di
Paolo Brunetti del 1737 che si ispirano a scene conviviali.
L'interno della chiesa si articola in 3 navate con 9 altari,
alla luminosita' della navata centrale si contrappongono i
toni piu' scuri della parte absidale determinati dalla presenza
dell'organo e del coro, due opere barocche di pregevole interesse
artistico. L'organo, recentemente restaurato, e' ricco di
ornati a rilievo, con puttini, foglie d'acanto e stemmi. Il
coro e' costituito da 33 stalli di acero bianco lavorati ad
intarsio, raffiguranti scene tratte dagli avvenimenti narrati
nella Bibbia. L'altare maggiore in marmo policromo, anch'esso
di rilevante pregio artistico, presenta ai lati gli stemmi
delle Liguorine e della famiglia Rota. Anche se di difficile
lettura, per il deterioramento, sulla volta si possono ammirare
tre pitture di Plaudo Flascis rappresentanti San Francesco
al cospetto di Dio, San Michele Arcangelo e L'Assunzione.
FESTE E SAGRE
In tutto l'agro l'attivita' agricola e' prevalente. L'ovicoltura
e' di gran lunga la piu' praticata, ogni nucleo familiare
possiede qualche albero di olive. L'oliva nera gentile, qualita'
locale pur non offrendo una resa generosa, produce olio finissimo,
fruttato, gustosissimo. Le tecniche di raccolta e la lavorazione
ancora artigianali garantiscono la genuinita' del prodotto
a bassissimo tasso di acidita' che ha sempre costituito la
rinomanza di Colletorto nell'ambito regionale e oltre. Il
Comune, spinto dalla volonta' di valorizzare e far conoscere
la bonta' dell'olio prodotto nell'agro di Colletorto, nel
1994 ha contribuito, quale socio fondatore, alla costruzione
dell'Associazione Nazionale "CITTA' DELL'OLIO". I ritmi che
impone la vita moderna non scalfiscono gli appuntamenti tradizionali
che Colletorto offre durante l'anno. A partire dai primi giorni
dell'anno iniziano i preparativi per la festa che si tiene
il 17 Gennaio in onore di Sant'Antonio Abate con i tradizionali
fuochi di Sant'Antonio che segna l'inizio del carnevale. Ogni
rione si adopera nella raccolta della legna e nell'allestimento
del falo' che viene acceso all'imbrunire: e' tradizione che
il parroco del paese provveda alla benedizione del fuoco preparato
davanti alla chiesa, da questo poi vengono prelevate le braci
per l'accensione di tutti gli altri fuochi. Si da cosi' il
via ad una festa che vede la sentita partecipazione dell'intero
vicinato con canti, balli e degustazioni di prodotti tipici.
Non manca il cosiddetto "giro": una visita a tutti i fuochi
che mira a decretare il fuoco piu' bello, ma soprattutto saggia
l'ospitalita' dei vari vicinati dispensata con l'offerta di
vino e scarpelle. Il carnevale e' salutato da Colletorto anche
alla sua conclusione con la tradizionale "mascherata" che
nel tempo ha subito una notevole evoluzione. Da una decina
di anni si puo' assistere ad una vera e propria sfilata di
carri allegorici che rappresentano in maniera satirica personaggi
e situazioni della vita quotidiana. Tutta l'estate, poi e'
costellata di feste legate a ricorrenze religiose e non: vari
appuntamenti, nel mese di Agosto, di carattere canoro, sportivo
e gastronomico riescono a soddisfare pienamente le esigenze
di numerosi turisti ed emigrati.