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COLLETORTO

Provincia CB
C.A.P. 86044
Altezza s.l.m. 508
Superficie kmq 35
Abitanti 2943
Santo Patrono San Giovanni
Data del S. Patrono 29 Agosto

CENNI STORICI
Fonti storiche fanno risalire la sua edificazione a non prima del secolo XIII. Il suo nome, infatti, non si riscontra nelle bolle pontificie di Papa Lucio III del 1891 e di Innocenzo III del 1254 relative alla Diocesi di Larino, ne' nella sentenza del 1175 del Metropolitano di Benevento. Sono i registri della cancelleria Angioina ad attestare l'esistenza del paese, nel 1273, permettendo anche di conoscere il nome del suo primo feudatario: Guglielmo D'Anglona. Il toponimo latino a cui si fa risalire il nome originario e' Collis Tortus, nonostante compaia nei testi storici un Colle Forte che rimanderebbe alla posizione strategica occupata. Radicata e ' la convinzione, non sostenuta da documenti storici, che il paese venne fondato a seguito di un forte terremoto che distrusse gli antichi casali, tra cui, il piu' importante quello di Laureto, dove oggi e' situata la Cappella di Santa Maria di Loreto. Il nucleo originario Campo dei Fiori si ando' sviluppando attorno alla chiesa, alla torre e il suo castello, secondo il tipico impianto medioevale a ventaglio, caratterizzato da viuzze strette e tortuose, tanto anguste da consentire appena il passaggio delle persone. Alle pendici del colle Crocella, distaccato dal borgo medioevale, su un preesistente conventino venne edificato il Monastero con la adiacente chiesa. Grazie a questo intervento cominciarono a sorgere le prime case determinando una nuova direttrice di espansione. Agli inizi dell'800 i due borghi, la Terra ed il Colle, vennero collegati dall'attuale Corso Vittorio Emanuele che finisce per determinare l'impianto urbano del paese.

La Chiesa Parrocchiale, intitolata a San Giovanni Battista, patrono del paese, venne costruita nel 1730 nell'area occupata dalla vecchia chiesa non piu' adeguata. Dell'antico edificio l'unico corpo superstite e' il campanile che pure e' stato ricostruito nella parte terminale in seguito alla sua distruzione dovuta ad un fulmine e ne costituisce l'ingresso generando una facciata alquanto particolare. L'interno e ad una navata con 8 altari laterali in cui sono conservate tra l'altro due statue lignee raffiguranti San Giovanni Battista e San Giuseppe opere di Giacomo Colombo, artista della scuola napoletana vissuto tra il 1679 ed il 1705. Pur se di autore ignoto, collocabile intorno al '600, di notevole interesse artistico e' un dipinto su legno raffigurante la Madonna della Purita' recentemente restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed ambientali del Molise. Degna di nota, infine, una pala di Paolo Gamba del 1751 che rappresenta la Sacra Famiglia circondata da puttini mentre in basso le anime del purgatorio ascendono, aiutate dagli angeli. La Torre Angioina probabilmente venne edificata su un impianto normanno durante il regno di Giovanna I d'Angio' (1343-1382) in un punto di osservazione strategico allo scopo di difendere tutta la zona dagli assalti dei nemici. La Torre, la cui origine angioina risulta chiaramente dalla forma cilindrica e dal coronamento dei beccatelli in sommita', sovrasta e definisce il nucleo medioevale. Sviluppa la sua altezza (circa 25 m.) su piu' livelli, due dei quali, a pianta quadrata, nettamente divisi dagli altri sovrastanti. Questi ultimi (uno a pianta quadrata, due a pianta circolare) conducono al terrazzo dal quale e' possibile ammirare tutto l'agro olivetato e l'ampia vallata del Fortore con in fondo il Gargano. Sul terrazzo una rosa dei venti indica ai visitatori i punti cardinali e li orienta sulla posizione dei paesi vicini. Nel corso dei secoli la Torre passa da padrone a padrone fino a diventare di proprieta' della famiglia D'Antini che la dona al comune nel 1959. All'esterno cingono la costruzione i ruderi dell'antico castello sulla cui area sorse poi il settecentesco palazzo Marchesale dei Rota, molto piu' ampio, con due ingressi su due diversi piani stradali. Il Monastero costituito da una chiesa e da un convento, occupa l'area in cui in epoca medioevale era collocato un conventino dei Carmelitani, soppresso al tempo di Innocenzo X (1644-1655). La chiesa intitolata a Sant'Alfonso dei Liguori venne costruita nel 1730, grazie all'impegno economico del marchese Bartolomeo Rota che fece ampliare anche l'edificio ammesso, in modo da potervi ospitare 42 francescani. Dopo varie vicende, nel 1822, il convento fu adibito a Monastero delle Suore della Congregazione del SS. Redentore dette Liguorine, da Sant'Alfonso dei Liguori, fondatore dell'ordine. Ad esse seguirono le Stimmatine ed infine le Immacolatine che nel 1959 vi istituirono l'istituto Magistrale, oggi chiuso. Nel refettorio e' possibile ammirare una serie di affreschi di Paolo Brunetti del 1737 che si ispirano a scene conviviali. L'interno della chiesa si articola in 3 navate con 9 altari, alla luminosita' della navata centrale si contrappongono i toni piu' scuri della parte absidale determinati dalla presenza dell'organo e del coro, due opere barocche di pregevole interesse artistico. L'organo, recentemente restaurato, e' ricco di ornati a rilievo, con puttini, foglie d'acanto e stemmi. Il coro e' costituito da 33 stalli di acero bianco lavorati ad intarsio, raffiguranti scene tratte dagli avvenimenti narrati nella Bibbia. L'altare maggiore in marmo policromo, anch'esso di rilevante pregio artistico, presenta ai lati gli stemmi delle Liguorine e della famiglia Rota. Anche se di difficile lettura, per il deterioramento, sulla volta si possono ammirare tre pitture di Plaudo Flascis rappresentanti San Francesco al cospetto di Dio, San Michele Arcangelo e L'Assunzione.
FESTE E SAGRE
In tutto l'agro l'attivita' agricola e' prevalente. L'ovicoltura e' di gran lunga la piu' praticata, ogni nucleo familiare possiede qualche albero di olive. L'oliva nera gentile, qualita' locale pur non offrendo una resa generosa, produce olio finissimo, fruttato, gustosissimo. Le tecniche di raccolta e la lavorazione ancora artigianali garantiscono la genuinita' del prodotto a bassissimo tasso di acidita' che ha sempre costituito la rinomanza di Colletorto nell'ambito regionale e oltre. Il Comune, spinto dalla volonta' di valorizzare e far conoscere la bonta' dell'olio prodotto nell'agro di Colletorto, nel 1994 ha contribuito, quale socio fondatore, alla costruzione dell'Associazione Nazionale "CITTA' DELL'OLIO". I ritmi che impone la vita moderna non scalfiscono gli appuntamenti tradizionali che Colletorto offre durante l'anno. A partire dai primi giorni dell'anno iniziano i preparativi per la festa che si tiene il 17 Gennaio in onore di Sant'Antonio Abate con i tradizionali fuochi di Sant'Antonio che segna l'inizio del carnevale. Ogni rione si adopera nella raccolta della legna e nell'allestimento del falo' che viene acceso all'imbrunire: e' tradizione che il parroco del paese provveda alla benedizione del fuoco preparato davanti alla chiesa, da questo poi vengono prelevate le braci per l'accensione di tutti gli altri fuochi. Si da cosi' il via ad una festa che vede la sentita partecipazione dell'intero vicinato con canti, balli e degustazioni di prodotti tipici. Non manca il cosiddetto "giro": una visita a tutti i fuochi che mira a decretare il fuoco piu' bello, ma soprattutto saggia l'ospitalita' dei vari vicinati dispensata con l'offerta di vino e scarpelle. Il carnevale e' salutato da Colletorto anche alla sua conclusione con la tradizionale "mascherata" che nel tempo ha subito una notevole evoluzione. Da una decina di anni si puo' assistere ad una vera e propria sfilata di carri allegorici che rappresentano in maniera satirica personaggi e situazioni della vita quotidiana. Tutta l'estate, poi e' costellata di feste legate a ricorrenze religiose e non: vari appuntamenti, nel mese di Agosto, di carattere canoro, sportivo e gastronomico riescono a soddisfare pienamente le esigenze di numerosi turisti ed emigrati.

(Foto, notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise e da notizie di redazione)

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