CENNI
STORICI
Il nome di questo paese deriva da "Pratella", che nel XII
secolo era tenuto dal normanno Ruggero di Molise. Nel periodo
angioino il paese era posseduto dai Provenzali Raimondo e
Berlingieri. Questi furono privati del titolo nel 1279, dopo
di che ne presero possesso i Santangelo e poco dopo lasciarono
il posto ai Mormile, l'ultimo feudatario fu la famiglia Pulce.
Architettura Entrando nel centro storico del paese, si giunge,
percorrendo una stretta stradina nei pressi della chiesa monumentale
del patrono San Giorgio Martire. E' senz'altro una chiesa
romanica, che sulla lunetta del portale principale porta registrata
la firma del Magister Epididius e la data 1211. Pur non volendo
tener conto della data, bisogna comunque considerare tutto
l'apparato scultore che decora l'edificio, tra i portali laterali,
le pareti esterne, le absidi e i capitelli dell'interno, si
ha l'idea di una complessa opera della prima metà del XIII
secolo. Sono molti gli elementi simbolici che emergono in
questa opera, si va da quelli tipicamente cristiani (agnelli,
pesci, pavoni, ancore etc.), alle figure narrative (sirene
che simboleggiano la lussuria, draghi e serpenti, in agguato
a testimoniare la presenza del demonio). Un'altro esempio
di architettura rinascimentale sovrapposta ad una costruzione
medioevale è il "Palazzo dei Sette Medici", con un particolare
loggiato visibile dalla piazza. Una testa di toro compare
sulla facciata tra le absidi e sui capitelli all'interno della
chiesa di San Giorgio Martire. Questa figura, secondo racconti
popolari, sarebbe stata lasciata apposta dal Re come sua effige.
FESTE E SAGRE
In occasione della festa del patrono, San Giorgio (23 aprile),
il paese si riempie di colori e visitatori, di bancarelle,
suonatori di complessi bandistici e fedeli in processione.
Una fiera di merci e di bestiame è programmata per il terzo
sabato di ottobre. Durante l'estate, oltre a varie sagre di
piatti tipici locali, ha luogo a Petrella una mostra fotografica.