CENNI
STORICI
Gruppi di albanesi, guidati in Italia da Giorgio Castriota
"Skanderberg" furono inviati anche in alcune contrade che
ricadono oggi nel territorio molisano. Tra questi centri figurava
l'odierno Portocannone. L'abitato sorto intorno al mille,
nel 1137 era denominato "Portocandesium" che divenne poi "Portum
Cannonem" e quindi nel 1320 "Porto Canduni". Quando arrivarono
gli albanesi il centro mostrava ancora le conseguenze del
terremoto del 1456 con la popolazione dimezzata e molti edifici
crollati. Col passare del tempo il paese ha assunto le caratteristiche
di una vera e propria comunità albanese. Architettura La tradizione
dice che nel XVI secolo venne costruita la chiesa dei SS.
Pietro e Paolo realizzata per la cospicua comunità albanese
che vi pose grande tela raffigurante Santa Maria di Costantinopoli
FESTE E SAGRE
E' caratteristico il "Carnevale di Portocannone". Le vie del
paese sono percorse da un personaggio che impersona Bacco-Re
Carnevale seguito da un lungo corteo per sfuggire alla moglie
Quaresima. Il corteo si ferma in piazza Skanderberg dove si
tengono danze e vengono offerti dolci tipici. In seguito Bacco
viene condotto verso la porta principale del paese, dalla
quale poco dopo, entra la moglie Quaresima e viene scacciato.
Anche a Portocannone come in tutti gli altri paesi di tradizione
albanese il 19 Maggio si svolge la corsa dei carri. Quest'ultimi
si contendono, tra la folla entusiasta, la vittoria in onore
della Madonna di Costantinopoli.