CENNI
STORICI
Le prime notizie sicure di Toro si hanno nel 1092 quando Roberto
di Tristano, signore di Limosano, lo donò con tutte le sue
pertinenze alla badia beneventana di Santa Sofia. Il centro
costituì feudo ecclesistico sino al 1785. I titolari furono
gli abati di Santa Sofia la cui opera si ridusse ad un lavoro
di semplice amministrazione. Architettura Il convento di Santa
Maria di Loreto, fu costruito nel 1592 dai frati Minori Osservanti.
Nel corso della sua storia il convento ebbe ospiti illustri.
Tra questi il cardinale Orsini che una volta diventato Papa
con il nome di Benedetto XII donò al luogo sacro una grossa
tela raffigurante la traslazione della casa di Loreto. Nella
chiesa di San Salvatore è molto interessante la tinozza di
pietra che mostra una scena animata: un omino che suona il
corno osserva alcuni animali in lotta tra di loro. Le opere,
secondo gli studiosi, risalirebbero tra l'epoca sannitica
ed il Medioevo.
FESTE E SAGRE
Una delle tante tradizioni di Toro è sicuramente la "Maschera
del diavolo" che va in scena in occasione del Carnevale. Improvvisamente
in paese giunge il demonio, gli abitanti del centro iniziano
a sfilare dinanzi al Signore degli inferi, raccontando episodi
peccaminosi e alla fine risultano tutti degni della "Geenna".
Solo il contadino sfugge alla mano diabolica. Nel momento
fatale Satana non potrà impossessarsi delle sue vittime perchè
protette da San Mercurio, dinanzi al quale ammette la sua
disfatta per tornarsene all'inferno. Un'altra tradizione locale
molto attesa è il convito di San Giuseppe. Di origine devozionale
è un lauto banchetto che viene offerto da chiunque ad amici
e conoscenti il 19 marzo. Un'anziana donna di Toro nel 1957
il cui nome era Antonietta Felice, vide San Rocco che le annunciava
un'interminabile processione nel suo paese. All'inizio la
gente del paese cominciò a deriderla. Nessuno avrebbe potuto
immaginare che prima o poi quel momento indefinito dovesse
arrivare. Accadde, infatti, nel 1985 (17 giugno) che mentre
in paese si festeggiava il Corpus Domini, alcuni paesani si
recarono in visita alla cappelletta di San Rocco. Nella nicchia
dove era posto il Santo, all'improvviso, apparivano immagini
che richiamavano il volto di Cristo così la vicenda rimbalzò
di luogo in luogo. Iniziò un incessante processione di persone
desiderose di appurare se l'immagine esisteva realmente, così
da quel giorno ogni anno il santo viene portato in processione.
L'impiantistica sportiva di Toro è costituita dal campo di
calcio e dall'impianto per il tennis. Il campo da bocce, nel
centro, favorirà il trascorrere del tempo libero in modo simpatico
e divertente. Toro dista 12 km. da Campobasso e 60 km. da
Isernia.