CENNI
STORICI
Nel corso della dominazione longobarda Carpinone fece parte
della Contea d'ISERNIA e più tardi fece parte ,nel periodo
normanno e quello svevo, della Contea di Molise. Nel 1281
Carpinone era feudo di TOMMASO d' EVOLI (dominazione angioina),
che era anche signore di MONTERODUNI, ROCCAMANDOLFI e CASTELPIZZUTO;
rimase sotto la dominazione d' EVOLI per poco tempo infatti
nel 1300 troviamo titolare PIETRO di TUCCIACO che morì in
detto anno, dal 1300 al 1306 fu titolare il PRINCIPE RAIMONDO
BERENGAIRO figlio del duca di CALABRIA e dal 1306 al 1315
si insediò il principe PIETRO CONTE di GRAVINA . In seguito
Carpinone passò sotto altre signorie tra cui è vivo il ricordo
della principessa GIOVANNA di DURAZZO, consorte del conte
d' ARTOIS. Nel 1382 Carpinone fu concessa in feudo da CARLO
III di DURAZZO a NICOLA d' EVOLI in premio ai servigi da lui
prestati in ROMA alla causa durazzista. In seguito ci fu il
passaggio dagli EVOLI ai CALDORA dove non è possibile precisare
la data di passaggio ma per ipotesi si può dire che il passaggio
sia avvenuto tramite MEDEA d' EVOLI consorte di GIACOMO CALDORA.
GIACOMO e poi ANTONIO CALDORA, furono signori di Carpinone
fin oltre il 1442, lasciandovi larga traccia del loro dominio
col castello di antica costruzione, che essi resero ben munitio
e forte e di cui fecero la loro residenza preferita. Ebbe
in feudo Carpinone anche FRANCESCO PANDONE conte di VENAFRO
il quale morì nel 1457 e in CARPINONE gli successe PANDOLFO
secondogenito. Nel 1467 FERRANTE II di ARAGONA assegnò Carpinone
a TURCO CICINELLO. La famiglia CICINELLO aveva per arme lo
scudo di rosso al cigno fermo di argento e la filiera di oro,
di essi sono noti i seguenti titolari per Carpinone: TURCO
concessionario, deceduto in NAPOLI nel 1472 il 1°novembre
e sepolto nella chiesa di SAN LORENZO; GIAMBATTISTA , suo
figlio che portava il nome dell'avo Governatore del Regno;
GALEAZZO figlio di GIAMBATTISTA. Quest'ultimo morì nel 1530
lasciando due figli ( ANTONIO e ZENOBIA ) avuti da SILVIA
CARAFA. Rimasta vedova SILVIA CARAFA mosse lite alla suocera
POLISENA CARAFA per avere la restituzione della dote, la vertenza
, trascinata per vario tempo , terminò con la sentenza del
S.R. CONSIGLIO del 23 giugno 1537 con la quale l'attrice ebbesi
aggiudicata la terra di Carpinone, SILVIA CARAFA morì in tarda
età. ZENOBIA fu erede della signoria visto che il fratello
ANTONIO morì adolescente . ZENOBIA si sposò con GIANFRANCO
da PONTE o dì APONTE, che il PERRELLA dice Marchese di MORCONE
e Reggente della Gran Corte della Vicaria. ZENOBIA rimasta
vedova passò a seconde nozze con GIOVAN PAOLO GAMBACORTA figlio
di CARLO marchese di CELENZA. Infeconda in ambo i connubii,
ella morì in Isernia il 4 ottobre 1613, costituendo proprio
erede testamentario per CARPINONE ANTONIO della QUADRA, il
quale apparteneva a famiglia spagnola trasferitasi nel Reame
da qualche secolo. Questo era figlio di Ludovico che nel 1550
entrò quale consigliere nel S.R. Consiglio, ufficio tenuto
ai principi del secolo pure dal padre chiamato Giacomo, deceduto
trentenne nel 1528 e sepolto a NAPOLI nella chiesa di S. Antonio
abate come afferma il DE FORTIS. Nel 1623 Antonio della Quadra
aveva avuto a madre Polisena Cicinello, nipote di Zenobia,
egli detenne il feudo per circa venti anni e lo vendè poi
a Giulio Cesare de Regina duca di PESCHE, in vita nel 1640
Dal 1633 al 1748 CARPINONE ebbe le medesime vicende di PESCHE,
cioè fu soggetta alle famiglie de Regina, Pisanello e Ceva-Grimaldi.
Nel 1748 il marchese Giuseppe Ceva-Grimaldi vendette Carpinone
a Gennaro de Riso, la cui discendenza conservò il feudo sino
all'eversione della feudalità e il cui ultimo titolare fu
Nicola de Riso. Architettura Il castello dei Caldora domina
la parte antica del paese caratterizzate da tortuose scalinate,
questo si trova in buono stato di conservazione con torrioni
cilindrici e balconi retti da mensoloni lobati. Su di esse
prospettano antiche case, alcune con portali in pietra scolpiti
a motivi geometrici e loggiati al piano superiore. Carpinone
fa parte della diocesi di Isernia. Nel paese vi sono due parrocchie:
S. Maria Assunta e S. Michele Arcangelo. Nel 1590 la parrocchia
di S. Michele fu soppressa mentre S. Maria Assunta sorge nella
parte alta dell'abitato attigua al castello reso famoso dai
Caldora, ed una sua lapide murata nel suo interno avverte
che venne restaurata nel 1725. Essa era stata edificata sulle
vestige della chiesa antichissima, che vuol farsi risalire
al VII secolo, secondo l'interpretazione data al testo d'una
lapide esumata al tempo in cui furono scavate le fondazioni
dell'edificio attuale ed andata purtroppo perduta. Nel 1619
venne edificata da Biagio Martella, la chiesa di S. Maria
di Loreta, forse sul posto medesimo dove sorgeva l'antica
cappella omonima menzionata nell'inventario del 1356 fatto
delle chiese di Carpinone.
FESTE E SAGRE
A
Carpinone si producono cereali, patate, foraggi, uva da vino,
olive, frutta e ortaggi. Nel territorio comunale operano frantoi
oleari, fabbriche di bevande gassate, alcune imprese per l'estrazione
di pietre e un lanificio. Estesi sono i boschi e i pascoli
che favoriscono l'allevamento di bovini, ovini e suini.