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CARPINONE


Provincia IS
C.A.P.
Altezza s.l.m.
Superficie kmq
Abitanti
Santo Patrono S. Giuseppe
Data del S. Patrono 19 Marzo

CENNI STORICI
Nel corso della dominazione longobarda Carpinone fece parte della Contea d'ISERNIA e più tardi fece parte ,nel periodo normanno e quello svevo, della Contea di Molise. Nel 1281 Carpinone era feudo di TOMMASO d' EVOLI (dominazione angioina), che era anche signore di MONTERODUNI, ROCCAMANDOLFI e CASTELPIZZUTO; rimase sotto la dominazione d' EVOLI per poco tempo infatti nel 1300 troviamo titolare PIETRO di TUCCIACO che morì in detto anno, dal 1300 al 1306 fu titolare il PRINCIPE RAIMONDO BERENGAIRO figlio del duca di CALABRIA e dal 1306 al 1315 si insediò il principe PIETRO CONTE di GRAVINA . In seguito Carpinone passò sotto altre signorie tra cui è vivo il ricordo della principessa GIOVANNA di DURAZZO, consorte del conte d' ARTOIS. Nel 1382 Carpinone fu concessa in feudo da CARLO III di DURAZZO a NICOLA d' EVOLI in premio ai servigi da lui prestati in ROMA alla causa durazzista. In seguito ci fu il passaggio dagli EVOLI ai CALDORA dove non è possibile precisare la data di passaggio ma per ipotesi si può dire che il passaggio sia avvenuto tramite MEDEA d' EVOLI consorte di GIACOMO CALDORA. GIACOMO e poi ANTONIO CALDORA, furono signori di Carpinone fin oltre il 1442, lasciandovi larga traccia del loro dominio col castello di antica costruzione, che essi resero ben munitio e forte e di cui fecero la loro residenza preferita. Ebbe in feudo Carpinone anche FRANCESCO PANDONE conte di VENAFRO il quale morì nel 1457 e in CARPINONE gli successe PANDOLFO secondogenito. Nel 1467 FERRANTE II di ARAGONA assegnò Carpinone a TURCO CICINELLO. La famiglia CICINELLO aveva per arme lo scudo di rosso al cigno fermo di argento e la filiera di oro, di essi sono noti i seguenti titolari per Carpinone: TURCO concessionario, deceduto in NAPOLI nel 1472 il 1°novembre e sepolto nella chiesa di SAN LORENZO; GIAMBATTISTA , suo figlio che portava il nome dell'avo Governatore del Regno; GALEAZZO figlio di GIAMBATTISTA. Quest'ultimo morì nel 1530 lasciando due figli ( ANTONIO e ZENOBIA ) avuti da SILVIA CARAFA. Rimasta vedova SILVIA CARAFA mosse lite alla suocera POLISENA CARAFA per avere la restituzione della dote, la vertenza , trascinata per vario tempo , terminò con la sentenza del S.R. CONSIGLIO del 23 giugno 1537 con la quale l'attrice ebbesi aggiudicata la terra di Carpinone, SILVIA CARAFA morì in tarda età. ZENOBIA fu erede della signoria visto che il fratello ANTONIO morì adolescente . ZENOBIA si sposò con GIANFRANCO da PONTE o dì APONTE, che il PERRELLA dice Marchese di MORCONE e Reggente della Gran Corte della Vicaria. ZENOBIA rimasta vedova passò a seconde nozze con GIOVAN PAOLO GAMBACORTA figlio di CARLO marchese di CELENZA. Infeconda in ambo i connubii, ella morì in Isernia il 4 ottobre 1613, costituendo proprio erede testamentario per CARPINONE ANTONIO della QUADRA, il quale apparteneva a famiglia spagnola trasferitasi nel Reame da qualche secolo. Questo era figlio di Ludovico che nel 1550 entrò quale consigliere nel S.R. Consiglio, ufficio tenuto ai principi del secolo pure dal padre chiamato Giacomo, deceduto trentenne nel 1528 e sepolto a NAPOLI nella chiesa di S. Antonio abate come afferma il DE FORTIS. Nel 1623 Antonio della Quadra aveva avuto a madre Polisena Cicinello, nipote di Zenobia, egli detenne il feudo per circa venti anni e lo vendè poi a Giulio Cesare de Regina duca di PESCHE, in vita nel 1640 Dal 1633 al 1748 CARPINONE ebbe le medesime vicende di PESCHE, cioè fu soggetta alle famiglie de Regina, Pisanello e Ceva-Grimaldi. Nel 1748 il marchese Giuseppe Ceva-Grimaldi vendette Carpinone a Gennaro de Riso, la cui discendenza conservò il feudo sino all'eversione della feudalità e il cui ultimo titolare fu Nicola de Riso. Architettura Il castello dei Caldora domina la parte antica del paese caratterizzate da tortuose scalinate, questo si trova in buono stato di conservazione con torrioni cilindrici e balconi retti da mensoloni lobati. Su di esse prospettano antiche case, alcune con portali in pietra scolpiti a motivi geometrici e loggiati al piano superiore. Carpinone fa parte della diocesi di Isernia. Nel paese vi sono due parrocchie: S. Maria Assunta e S. Michele Arcangelo. Nel 1590 la parrocchia di S. Michele fu soppressa mentre S. Maria Assunta sorge nella parte alta dell'abitato attigua al castello reso famoso dai Caldora, ed una sua lapide murata nel suo interno avverte che venne restaurata nel 1725. Essa era stata edificata sulle vestige della chiesa antichissima, che vuol farsi risalire al VII secolo, secondo l'interpretazione data al testo d'una lapide esumata al tempo in cui furono scavate le fondazioni dell'edificio attuale ed andata purtroppo perduta. Nel 1619 venne edificata da Biagio Martella, la chiesa di S. Maria di Loreta, forse sul posto medesimo dove sorgeva l'antica cappella omonima menzionata nell'inventario del 1356 fatto delle chiese di Carpinone.
FESTE E SAGRE

A Carpinone si producono cereali, patate, foraggi, uva da vino, olive, frutta e ortaggi. Nel territorio comunale operano frantoi oleari, fabbriche di bevande gassate, alcune imprese per l'estrazione di pietre e un lanificio. Estesi sono i boschi e i pascoli che favoriscono l'allevamento di bovini, ovini e suini.

(Foto, notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise e da notizie di redazione)

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