CENNI
STORICI
In un documento del 964, Macchiagodena appare per la prima
volta con la denominazione "Maccia de Godina". Il centro assurse
al ruolo di guardia di confine tra le contee longobarde di
Isernia e Boiano, poi a quello di punto di osservazione del
tratturo Pescasseroli-Candela. Il periodo medievale e quelli
immediatamente successivi non videro altro che uno scorrere
di famiglie più o meno importanti che di volta in volta ne
divenivano titolari. Tra queste meritano menzione quelle dei
Pandoni e dei Mormile. Architettura Il castello appare nel
centro storico a completamento di una sorta di mosaico, questo
è stato realizzato sull'apice del colle sul quale si sviluppò
il centro abitato, su di un blocco roccioso che lo rendeva
inaccessibile, ha subito nel corso degli anni varie modifiche
e riadattamenti dovuti ai terremoti ed alle esigenze dei vari
assegnatari. Oggi il blocco centrale elevato sulle tracce
strutturali della costruzione originale, ingloba torrioni
circolari che rendono ancora l'idea di una robusta fortezza
minacciosa verso chi ambisse ad espugnarla, infine presso
il castello rimane una scultura raffigurante un leone assegnabile
all'epoca romanica.
FESTE
E SAGRE
In
alcuni strati della popolazione sopravvivono tradizioni popolari
alquanto antiche e curiose come quella del "rapimento", che
consiste di rapire la sposa da parte del pretendente nel periodo
che precede di poco il matrimonio. Resta di un certo interesse
la danza locale detta "tuzzaculo". Il 17 maggio in occasione
della festività del santo patrono si svolge una caratteristica
fiera in cui viene venduto di tutto. In estate vengono organizzate
varie manifestazioni popolari e culturali, in più vi sono
sagre culinarie.