| Nasce
a Gemona, in provincia di Udine, nel 1941, da padre di Montagano,
un paese distante una dozzina di chilometri da Campobasso. Intravista
casualmente da Lattuada, avvia la sua carriera cinematografica
poco più che quindicenne in "Guendalina”. E' evidenziata maggiormente
dai riflettori del grande schermo nel film del '58 "Amore e chiacchiere”,
in occasione del quale il regista Alessandro Blasetti risalta
la sua personalità adolescenziale. In seguito realizza "I soliti
ignoti”, "Jovanka e le altre” e un "Un giorno da leoni”. Affermati
registi italiani l'hanno richiesta per realizzare alcuni lungometraggi,
e si possono citare a mo' di esempio Luigi Comencini, Nanni Loy,
Mario Monicelli. Carla Gravina si indirizza poi al grottesco per
approdare infine all'impegno socio-politico. Di tale periodo sono
i films "Il caso Pisciotta”, "I sette fratelli Cervi”, "Alfredo
Alfredo” con Dustin Hoffman. Nel bagaglio artistico dell'attrice
vi è una vasta attività teatrale. A diciannove anni rappresenta
a Verona la parte di Giulietta nel dramma d'amore shakesperiano.
Porta sul palcoscenico commedie di Goldoni, come in "La locandiera”
e lavora sotto Giorgio Strehler e Luca Ronconi. Predilige autori
classici di epoca ellenistica, quali Euripide, e lo scrittore
d'oltralpe Sartre ed autori russi quali Turgeniev |