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star del cinema d'Oltreoceano è originario di Ferrazzano, località
situata a pochi chilometri da Campobasso. L'appellativo De Niro
è stato cambiato per un errore avvenuto al momento della registrazione
dello sbarco col quale i bisnonni di Robert, Giovanni Di Niro
e Angelina Mercurio, raggiunsero il Continente Nuovo dalle lontane
terre molisane per cercare miglior fortuna. I coniugi Di Niro,
stabilitisi nello stato newyorchese, daranno alla luce una prole
composta di tre figli, tra i quali Henry Martin, nonno dell'attore.
Henry, o Enrico si unisce in matrimonio ad una donna di sangue
irlandese. Pure in tal caso i discendenti diretti saranno tre,
in altre parole Jack, Giovanna e Robert. Il primo possiede un'indole
che lo porta a procacciarsi gratificazioni economiche nel mondo
degli affari, mentre il secondo trova la sua ragion d'essere bel
mondo artistico. Egli s'interesserà, infatti, d'espressioni figurative
e di rime poetiche. Il futuro astro di Hollywood, interessato
allora a riscoprire le sue origini, nasce a Little Italy, quartiere
di New York abitato prevalentemente da persone di provenienza
italiana, e vi trascorre circa un decennio. Robert junior è figlio
di madre anch'ella artista, oltre al già citato padre. Durante
l'infanzia pratica attività sportiva calcistica con una squadra
del posto, poi comincia a saggiare il suo futuro talento d'attore
mediante semplici recite scolastiche, cimentandosi in soggetti
basati su scrittori della letteratura russa, e cominciando a fare
i primi modesti guadagni. Dopo un adeguato rodaggio, fatto di
sacrifici, nell'ambiente teatrale, intraprende la strada dell'attore
drammatico. Nei primi anni Settanta comincia a girare i suoi film
più espressivi, notato e diretto da Brian De Palma. E' poi tutto
un susseguirsi d'importanti affermazioni, ed il regista Martin
Scorsese si onorerà spesso di averlo fatto lavorare in suoi film.
Il primo importante riconoscimento gli è conferito con l'Oscar
come miglior attore non protagonista nel "Il Padrino”, di Francis
Ford Coppola. A metà degli anni Settanta Bernardo Bertolucci lo
vuole nel film "Novecento” al fianco d'altri attori del calibro
di Gerard Depardieau, Burt Lancaster, Stefania Sandrelli. E' interprete
anche nell'ultima opera d'Elia Kazan. Negli anni successivi dà
il meglio di sé in "Taxi Driver”, nei panni di un taxista nevrotico
e giustiziere, immerso nella caotica e sotto certi aspetti traumatica
vita notturna delle metropoli americane. Ancora, "New York New
York”, con Liza Minnelli. Nel '78, "Il cacciatore” di Michael
Cimino, nelle vesti di un reduce dalla guerra del Vietnam, che
porta con sé l'amara esperienza di quella guerra e la difficile
reintegrazione sociale negli U.S.A. Quest'esperienza gli varrà
il conferimento di cinque premi Oscar. Per citare altri suoi capolavori,
"Toro scatenato”, "Re per una notte”, specchio dei condizionamenti
televisivi, "Gli intoccabili”, nei panni d'Al Capone, "Quei bravi
ragazzi”, con Joe Pesci, premiato anche alla Mostra del Cinema
di Venezia, "Casino”, con Sharon Stone. |