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LARINO
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Larino
rappresenta la continuità di un impianto urbano già molto solido
ed evoluto nel IV sec. e di cui si possono ammirare i muri perimetrali
di edifici recentemente scoperti. Dopo la vittoria dei Romani
sui Frentani nel 319 a.C., Larino assurse a res publica Larinatium
per volontà dei vincitori che ne fecero un centro chiave per controllare
i Sanniti Pentri. L’affiorare dappertutto di testimonianze antiche
ne fa un grande parco archeologico in cui si sono susseguite e
sovrapposte più civiltà. |
| L’intera
piana romana è stata individuata tra Piana S. Leonardo
e Via Torre S. Anna, ove sono affiorati edifici, terme,
tempio di Apollo, mosaici, l’anfiteatro. Quest’ultimo è edificato
sul margine occidentale della Piana di S. Leonardo, laddove sorgeva
la città romana. E’ da ricondurre alla categoria degli edifici
a struttura mista di cui ne rappresenta, per le sue particolarità,
una variante. La cavea, per un’altezza di m. 6-7 dal piano
terra, è scavata, infatti, nella collina di tufo piuttosto friabile.
Solo la parte superiore è costituita da strutture murarie. La
sua forma è ovale, con curva policentrica, e dispone di quattro
ingressi anch’essi scavati nel banco di tufo: due principali,
nord e sud, alle estremità dell’asse maggiore, e due secondarie
alle estremità dell’asse minore est-ovest. L’arena, completamente
riportata alla luce, è interamente scavata nel banco di tufo:
il suo piano, piuttosto irregolare, convesso al centro, degradante
verso l’euripo, conserva ancora i segni di lavorazione del piccone.
La forma pressoché ellittica dell’arena consentiva la perfetta
visibilità da ogni punto della cavea poiché, contemporaneamente
avvenivano più combattimenti. L’anfiteatro doveva soddisfare
due esigenze principali: la visibilità e la sicurezza: la prima
era assicurata dalla forma ellittica in pendenza della cavea,
la seconda dal numero adeguato di accesssi. |
(Foto,
notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise
e da notizie di redazione)
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