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PIETRABBONDANTE
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Il
complesso archeologico si trova alla periferia di Pietrabbondante,
a 966 mt. Slm., affianco ad un altro tempietto con botteghe
porticate di epoca precedente. Per costruirlo i Sanniti
ricavarono due terrazzi lungo il fianco del monte, a livelli
diversi ma su unico asse. Dimensioni complessive dell’area:
m.55x90. Al complesso si accedeva non dall’attuale strada
provinciale, ma dalla via a valle che non vedeva il prospetto
allineato sulla strada ma sul corso del sole. L’orientamento
a sud-est permette di osservare ogni giorno la nascita del
sole. Il teatro si compone di due elementi: la cavea e l’edificio
scenico, legati tra loro da due archi di pietra posti alle
estremità dell’iposcenio. La cavea contiene 2500 spettatori.
Dalla strada principale si trovava l’alta facciata dell’edificio
scenico lungo m.37,30 e alto circa sette. |
Gli spettatori, una volta
seduti, avevano di fronte il prospetto dell’edificio scenico con
tre porte che immettevano nei camerini degli attori. La parte
sottostante era adibita probabilmente a magazzino. Il muro frontale
del palcoscenico era munito di cinque porte e il piano di calpestio
era di tavole munite di fori sul lato posteriore per l’uso di
scenari mobili dipinti. Gli ingressi: due sul fronte; uno laterale,
verso nord, per l’accesso della gente comune nella parte alta
della cavea; l’altro sulla curva posteriore direttamente collegato
con il tempio. Il teatro insiste in un luogo dove nel III sec
a.C. si trovava un tempio ionico distrutto da Annibale nel217
a.C. Il tempio, di m. 25x35, sorge alle spalle del teatro. Ciò
che oggi è visibile costituiva il podio (basamento), sul quale
si alzavano anteriormente otto colonne con capitelli corinzi e,
nella parte posteriore, tre celle pavimentate con mosaico bianco,
dedicate a divinità diverse. Celle e colonne avevano fondazioni
proprie, quindi il possente muro perimetrale del podio fungeva
da rivestimento decorativo.
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Le tre are allineate tra teatro e tempio erano dedicate
a divinità, una delle quali doveva essere Vittoria (come
da lastrina in bronzo ritrovata durante gli scavi). Ai lati
del podio, i due porticati con resti di edifici adibiti
a botteghe, completano l’intero complesso. Il monumento
nel II sec. d.C. risultava coperto dai detriti alluvionali.Gli
scavi furono condotti in diverse fasi: nel 1857 e 1858,
ad opera dei Borboni; nel 1871-72, per interesse della Provincia;
nel 1959 e negli anni successivi per intervento della Soprintendenza
Archeologica del Molise. Si tratta di un originale organismo
in cui confluiscono elementi italici, ellenistico-campani
e latini. |
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(Foto,
notizie e dati tratti da fonti ufficiali della Regione Molise
e da notizie di redazione)
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